Riccardo Vigna Aienda agricola biologia
   
  SAN BARTOLOMEO

Scarsissime sono le notizie scritte sulla località con relativo pilone votivo dedicato a San Bartolomeo posto alla sommità del bricco fra il San Nicolao, la valle Bossola , le rocche di Morinaldo, e il bric Torniola.
Il nome della località “San Bartolomeo” compare, dalle ricerche negli archivi nel 1491, quando è citata la “via Sancti Bartholomei” come l'unica strada consentita ai Canalesi per raggiungere i loro possedimenti in territorio di Montà.
A quel tempo detta via doveva essere molto frequentata dai Montatesi per discendere dalle fini superiori della Montà verso la conca di Canale , dove potevano controllare agevolmente i Canalesi o Canalini che non commettessero ruberie, ancora oggi infatti tale via è facilmente controllabile e ben visibile da Morinaldo, località antistante che invece è indicata in documenti molto antichi. (un certo Iohannes Montisrajnaldi è testimone in un atto di vendita del 2 maggio 1167) e in un successivo atto del 24 gennaio 1279 del “Codex Astensis” e del libro verde della Chiesa di Asti, vi è la certezza che “Montisrajnaldi sive Montate fangi” si tratta appunto della località Montatese.

Il nome San Bartolomeo non è citato negli Statuti Comunali del 1501, e nelle nove square del 1644 la zona è descritta al n. 48 come “in labozola ossia al pè di Bruno “ e al n. 47 “ a San Nicolao” vi è scritto semplicemente dalla via che da san Bart. che va verso Canale.
Nei vecchi catasti il nome della località è però più volte citato sia per la presenza di vigneti, sia per boschi; in particolare fra i beni di proprietà della Parrocchia di Montà sotto il titolo di S.Antonio, è citato un gerbo e bosco in San Bartolomeo confinante con Tomaso Aloj fu Giacomo a due canti e la “via comune”.

La dedicazione a San Bartolomeo si diffuse nelle nostre zone fra il IX e il X secolo compresa nel ciclo santoriale ambrosiano. A quell'epoca Montà non esisteva ancora, mentre erano presenti sul nostro territorio numerosi piccoli insediamenti abitati di cui il principale era Anterisio o Interisio con altri: Tuerdo,Desaia,Turriglie,Belvedere,Morinaldo e certamente tutti dovevano avere una loro chiesetta o cappella votiva ma poiché dette località alla metà del XIII secolo vennero distrutte e formarono poi il primo nucleo di Montà anche l'uso di dette chiese cessò e restarono solo più dei semplici piloni votivi, mentre alcuni nuclei antichi continuarono a tenere nella Chiesa principale dei loro altari laterali . Probabilmente la stessa cosa è avvenuta per il San Bartolomeo, ma ciò finora non è confermato, come si ripete da fonti certe e documentali.


Da osservazioni sul posto, il pilone di San Bartolomeo, contiene inglobati nel suo basamento e fondazione dei frammenti di cotto molto antichi e data la sua posizione molto alta panoramica adiacente ad antica via molto frequentata, viene subito da pensare sia (al culto pagano dei luoghi alti), sia alla antica località “Beluideris o pulchro videre o belriguardo”, sia ad un antico monastero isolato, e che il sito sia molto antico lo dimostra la presenza dei numerosi resti ossei trovati durante lo scasso per l'impianto del pescheto negli anni 50-60 proprio attorno al detto pilone.

Per gentile concessione dello studio tecnico Geom. Valsania Antonio

 

torna alla home page - logo Riccardo Vigna l'azienda elenco dei vini prodotti milele di propria produzione biologica dove siamo, cartina per raggiungerci contattaci foto del Roero, il nostro territorio realizzazione sito zoidesign