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SAN
BARTOLOMEO
Scarsissime
sono le notizie scritte sulla località con relativo pilone
votivo dedicato a San Bartolomeo posto alla sommità del bricco
fra il San Nicolao, la valle Bossola , le rocche di Morinaldo, e il
bric Torniola.
Il nome della località “San Bartolomeo” compare,
dalle ricerche negli archivi nel 1491, quando è citata la “via
Sancti Bartholomei” come l'unica strada consentita ai Canalesi
per raggiungere i loro possedimenti in territorio di Montà.
A quel tempo detta via doveva essere molto frequentata dai Montatesi
per
discendere dalle fini superiori della Montà verso la conca
di Canale , dove potevano controllare agevolmente i Canalesi o Canalini
che non commettessero ruberie, ancora oggi infatti tale via è
facilmente controllabile e ben visibile da Morinaldo, località
antistante che invece è indicata in documenti molto antichi.
(un certo Iohannes Montisrajnaldi è testimone in un atto di
vendita del 2 maggio 1167) e in un successivo atto del 24 gennaio
1279 del “Codex Astensis” e del libro verde della Chiesa
di Asti, vi è la certezza che “Montisrajnaldi sive Montate
fangi” si tratta appunto della località Montatese.
Il
nome San Bartolomeo non è citato negli Statuti Comunali del
1501, e nelle nove square del 1644 la zona è descritta al
n. 48 come “in labozola ossia al pè di Bruno “
e al n. 47 “ a San Nicolao” vi è scritto semplicemente
dalla via che da san Bart. che va verso Canale.
Nei vecchi catasti il nome della località è però
più volte citato sia per la presenza di vigneti, sia per
boschi; in particolare fra i beni di proprietà della Parrocchia
di Montà sotto il titolo di S.Antonio, è citato un
gerbo e bosco in San Bartolomeo confinante con Tomaso Aloj fu Giacomo
a due canti e la “via comune”.
La dedicazione a San Bartolomeo si diffuse nelle nostre zone fra
il IX e il X secolo compresa nel ciclo santoriale ambrosiano. A
quell'epoca Montà non esisteva ancora, mentre erano presenti
sul nostro territorio numerosi piccoli insediamenti abitati di cui
il principale era Anterisio o Interisio con altri: Tuerdo,Desaia,Turriglie,Belvedere,Morinaldo
e certamente tutti dovevano avere una loro chiesetta o cappella
votiva ma poiché dette località alla metà del
XIII secolo vennero distrutte e formarono poi il primo nucleo di
Montà anche l'uso di dette chiese cessò e restarono
solo più dei semplici piloni votivi, mentre alcuni nuclei
antichi continuarono a tenere nella Chiesa principale dei loro altari
laterali . Probabilmente la stessa cosa è avvenuta per il
San Bartolomeo, ma ciò finora non è confermato, come
si ripete da fonti certe e documentali.
   
Da osservazioni sul posto, il pilone di San Bartolomeo, contiene
inglobati nel suo basamento e fondazione dei frammenti di cotto
molto antichi e data la sua posizione molto alta panoramica adiacente
ad antica via molto frequentata, viene subito da pensare sia (al
culto pagano dei luoghi alti), sia alla antica località “Beluideris
o pulchro videre o belriguardo”, sia ad un antico monastero
isolato, e che il sito sia molto antico lo dimostra la presenza
dei numerosi resti ossei trovati durante lo scasso per l'impianto
del pescheto negli anni 50-60 proprio attorno al detto pilone.
Per gentile concessione dello studio tecnico
Geom. Valsania Antonio
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